⚡ In sintesi
L’intelligenza artificiale è un asset strategico per il territorio, e come tale va governata e gestita in maniera prioritaria.
- In Italia l’IA nella PA è ormai una finalità di legge, non una scelta opzionale: la Legge 132/2025 e l’AI Act europeo indicano la direzione, il Piano Triennale indica il metodo.
- Il tasso di penetrazione dell’IA italiana è al 22%, contro il 32% europeo: il divario si colma con formazione e cooperazione, non con interventi isolati o sporadici.
- L’IA è già nei comuni italiani, ma in forma informale e non governata (quasi il 42% dei dipendenti comunali la usa “di testa sua”): l’urgenza è formalizzarla e metterla in sicurezza.
- Eboli può sfruttare l’esperienza di capofila maturata con ASSI e la cordata PNRR.
- Il modello di gestione associata non è un esperimento audace: è la via raccomandata da AgID e dal Piano Triennale per i comuni medio-piccoli.
⚠️ Non dotarsi di una governance dell’IA non significa soltanto rinunciare ai benefici. Se su altre partite siamo ormai rimasti indietro e i giochi sono fatti, sull’IA abbiamo l’opportunità di governare questo asset e usarlo per portare sviluppo sul nostro territorio.
📚 Il contesto normativo: la strada è già tracciata
Non siamo davanti a un terreno da esplorare, ma a un solco già tracciato dal legislatore a tutti e tre i livelli di governo.
- Europa: il Regolamento (UE) 2024/1689 — l’AI Act — è in vigore dal 1° agosto 2024, con applicazione progressiva: i divieti sulle pratiche a rischio inaccettabile e gli obblighi di alfabetizzazione IA (art. 4) sono efficaci dal 2 febbraio 2025, le regole sui modelli per finalità generali dal 2 agosto 2025. Le PA sono “utilizzatrici professionali” per definizione, e l’obbligo per le stazioni appaltanti di verificare la conformità dei sistemi di IA prima di aggiudicare un contratto si applicherà a pieno regime insieme agli obblighi sull’alto rischio.
- Nazionale: la Legge 23 settembre 2025, n. 132 è il primo quadro organico europeo sull’IA e pone le basi per l’uso dell’IA nella PA per migliorare l’efficienza e ridurre i tempi dei procedimenti (art. 14). I decreti attuativi approvati definitivamente nell’agosto 2026 completano il quadro. AgID ha pubblicato linee guida su adozione, sviluppo e procurement dell’IA (determinazioni 17/2025 e 43/2026).
- Piano Triennale per l’Informatica nella PA 2024–2026: per i comuni medio-piccoli raccomanda esplicitamente la gestione associata dell’ICT e dell’Ufficio per la Transizione Digitale, tramite convenzione ex art. 30 del TUEL o Unione di Comuni. AgID fornisce persino il vademecum e il modello di convenzione pronti da adattare.
Espandi per leggere i dettagli normativi
Il Regolamento (UE) 2026/1744 — il Digital Omnibus on AI, in vigore dal 27 luglio 2026 — ha ridisegnato il calendario successivo: dal 2 agosto 2026 sono pienamente efficaci gli obblighi di trasparenza (art. 50) e il relativo apparato sanzionatorio, mentre il regime pieno sui sistemi ad alto rischio (Allegato III — tra cui i casi che riguardano più da vicino la PA, come selezione del personale o gestione di infrastrutture critiche) è stato rinviato al 2 dicembre 2027, e al 2 agosto 2028 per i sistemi integrati in prodotti già regolamentati (Allegato I).
Il Piano Triennale (DPCM 12/01/2024, con aggiornamenti 2025 e 2026) dedica strumenti operativi alla gestione associata dell’ICT (Strumento 2) e alla costituzione dell’Ufficio per la transizione digitale in forma associata (Strumento 6, con il format di convenzione tra enti). Le forme giuridiche sono due, con caratteristiche molto diverse: la convenzione ex art. 30 TUEL (nessun nuovo ente, massima flessibilità e reversibilità, la forma più diffusa tra i piccoli comuni) e l’Unione di Comuni o l’Azienda Speciale Consortile ex artt. 31 e 114 TUEL (ente distinto con organi propri, più stabile ma più impegnativo). La Strategia Italiana per l’IA 2024-2026 destina 450 milioni di euro a progetti “AI for Public Good” per la PA. Dal 2 agosto 2025 vige inoltre l’obbligo di alfabetizzazione all’IA del personale.
🎯 Gli obiettivi da raggiungere
L’adozione dell’IA non può tradursi in una delega di un assessorato o in un tavolo tecnico: deve essere un obiettivo strategico intercomunale, fondato su quattro pilastri:
- Programmazione: una strategia IA pluriennale per il territorio, con obiettivi misurabili e monitoraggio dei risultati — non progetti isolati.
- Strutturazione: una governance trasversale, agganciata all’ecosistema già in piedi (PRIDE/EDIH regionale, centrale acquisti, strumenti AgID).
- Competenze: formare il personale prima di introdurre i sistemi, in linea con l’obbligo europeo di alfabetizzazione all’IA.
- Formazione continua: le competenze digitali diventano patrimonio stabile dell’ente, non competenze individuali che se ne vanno con le persone.
💎 I benefici diretti
I benefici documentati dalle esperienze in servizio, replicabili anche ad Eboli:
- Servizi migliori: chatbot e assistenti virtuali rispondono 24/7 in più lingue; a Olbia il chatbot Ansera ha ridotto del 40% le telefonate in entrata all’URP; in Islanda il chatbot governativo gestisce il 90% delle richieste dei cittadini.
- Efficienza della macchina amministrativa: in Corea del Sud l’IA ha ridotto del 70% i tempi di preparazione dei documenti di gara; meno tempo su attività ripetitive significa più risorse per l’attività di istituto.
- Acquisti più intelligenti: la ricerca automatica di bandi e la redazione assistita dei progetti (una delle quattro linee del progetto di Legnano, finanziato con 700.000 €).
- Personale più competente e protetto: formazione certificata significa meno uso informale e “shadow AI”, meno rischi di violazioni normative, più piena padronanza degli strumenti.
- Trasparenza e fiducia: registri pubblici dei sistemi di IA utilizzati (modello Amsterdam e Helsinki) che i cittadini possono consultare.
🤝 La strada del consorzio
Il modello da seguire è già collaudato due volte sul nostro territorio. La cordata Battipaglia–Eboli–Pontecagnano ha presentato insieme progetti PNRR per l’inclusione sociale vincendo 6 finanziamenti su 7 per oltre 3 milioni di euro. E ASSI (Azienda Speciale Sele Inclusione), che ha sede a Eboli, è nata come convenzione ex art. 30 TUEL nel 2016 e solo nel 2023, verificato che il modello funzionava, è divenuta Azienda Speciale Consortile. La progressione prudente è la nostra ricetta: prima la convenzione, poi eventualmente la struttura stabile.
Il percorso possibile:
- Fase 1 — Convenzione ex art. 30 TUEL tra i comuni della Piana del Sele, con Eboli capofila: gestione associata delle funzioni di trasformazione digitale e adozione dell’IA; aggancio a PRIDE (il polo regionale di innovazione digitale, EDIH finanziato dall’UE) per formazione, assessment e cofinanziamento.
- Fase 2 — Dopo 2-3 anni di sperimentazione, valutazione dell’evoluzione verso Unione di Comuni o Azienda Speciale Consortile, sul modello di quanto già fatto da ASSI.
In Campania l’hub regionale per il digitale esiste già (PRIDE, con servizi per le PA a costo calmierato) e ha già incontrato il territorio a ridosso della Piana: l’iniziativa consortile non parte da zero, ma si aggancia a un ecosistema già attivo — come ha fatto l’Emilia-Romagna, dove sette comuni hanno sviluppato in rete un chatbot istituzionale condiviso proprio appoggiandosi al hub digitale regionale.

Una rappresentazione in stile cartoon di uffici comunali potenziati dall’IA: illustrazione realizzata con Lumo, l’AI di Proton. ✨
🚀 L’IA come asset strategico e di sviluppo del territorio
La vera posta in gioco non è un software: è il posizionamento del territorio. L’IA è un asset strategico allo stesso titolo del sedime industriale o del collegamento ferroviario. E vale per il modo in cui viene governato. Chi arriva prima non recupera solo un vantaggio tecnico ma un vantaggio di governo del cambiamento.
- Un vuoto che è un’opportunità: non risulta alcun consorzio né alcuna convenzione dedicati alla trasformazione digitale o all’IA tra i comuni della Piana del Sele. Chi si muove per primo si ritaglia il ruolo di capofila e la leadership tecnica dell’area.
- Attrattività: comuni che sanno integrare l’IA nei servizi pubblici attraggono bandi, investimenti e attività economiche; per le imprese dell’area, un’amministrazione digitale competente è la premessa per le Stazioni Appaltanti digitali che l’AI Act richiederà nei prossimi anni.
- Coerenza con il possibile: le esperienze sovracomunali locali (ASSI, Consorzio di Bonifica in Destra Sele, consorzio della Rucola IGP, GAL Colline Salernitane) dimostrano che la cooperazione è possibile e permette di raggiungere obiettivi ambiziosi.
Un percorso associato di questa portata non è privo di ostacoli:
- Sostenibilità economica: una convenzione ex art. 30 TUEL richiede una ripartizione chiara dei costi tra i comuni aderenti. Il piano finanziario andrà costruito da subito, non lasciato a un secondo momento, anche sfruttando il cofinanziamento PRIDE/EDIH e i fondi PNRR/Strategia IA ancora disponibili.
- Governance dei dati tra enti diversi: mettere in comune strumenti di IA significa, in molti casi, mettere in comune dati (anagrafiche, pratiche, atti). Serve un accordo esplicito su titolarità, responsabilità del trattamento e misure di sicurezza prima di condividere qualunque sistema, non come adempimento successivo.
- Divari di maturità digitale: i comuni della Piana non partono tutti dallo stesso punto in termini di infrastruttura, competenze interne e cultura organizzativa. Un percorso associato che non tenga conto di questo rischia di trasformarsi in un onere per chi è più indietro invece che in un vantaggio: l’assessment iniziale con PRIDE dovrà servire proprio a calibrare tempi e ruoli in modo asimmetrico, non a imporre un modello unico dall’alto.
- Resistenza al cambiamento: la stessa informalità che oggi rende l’IA diffusa “di testa propria” tra i dipendenti comunali è anche il segno di un’abitudine consolidata a strumenti non governati. Formalizzarla richiede un lavoro culturale, non solo tecnico.
Nessuna di queste criticità è motivo per rinviare: sono, piuttosto, i punti su cui la fase di convenzione permette di sperimentare e correggere il tiro prima di un eventuale passaggio a una forma più stabile.
Eboli ha già esperienza per lavorare in cordata: nel PNRR, nei servizi sociali, negli ambiti territoriali. Fare lo stesso sull’IA e la digitalizzazione è applicare un modello vincente.
📑 Note e riferimenti
L’idea nasce dall’esperienza diretta nel settore dell’adozione dell’intelligenza artificiale e da una convinzione precisa: l’IA, se governata bene, è una leva di sviluppo per i territori come il nostro, non una minaccia da subire o una moda da inseguire.
L’analisi è stata sviluppata con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale — Lumo di Proton e Claude di Anthropic — utilizzati per la ricerca delle fonti, la verifica normativa e la redazione del testo. Le valutazioni, le scelte di fondo e la proposta finale sono frutto di un lavoro personale: l’IA è stata lo strumento, non l’autore.
Normativa e linee uida
- Regolamento (UE) 2024/1689 — AI Act, testo consolidato su EUR-Lex; riepilogo obblighi e scadenze per la PA: AI Act e Pubblica Amministrazione — PAInRegola; sulle modifiche introdotte dall’AI Omnibus (in vigore dal 27 luglio 2026): Federprivacy;
- Legge 23 settembre 2025, n. 132 — Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale (pubblicata in G.U. n. 223 del 25/09/2025; in vigore 10 ottobre 2025): scheda di BioDiritto, testo su Normattiva (PDF); decreti attuativi: Dipartimento Lavoro — adeguamento all’AI Act;
- Strategia italiana per l’intelligenza artificiale 2024-2026: sintesi e azioni chiave per la PA su AIPIA; quadro generale su AgID — Intelligenza artificiale;
- DPCM 12/01/2024 — Piano Triennale per l’Informatica nella PA 2024-2026 (aggiornamenti 2025 e 2026): Strumento 2 — Gestione associata dell’ICT (AgID); vademecum RTD/UTD in forma associata: Vademecum nomina Responsabile Transizione al Digitale;
- Linee guida AgID per l’IA nella PA — adozione, sviluppo e procurement: analisi delle determinazioni 17/2025 e 43/2026 su Athena Research; pagina ufficiale AgID — Intelligenza artificiale;
- D.Lgs. 267/2000 (TUEL), artt. 30, 31, 32 e 114 — testo su Normattiva;
Analisi
- AI-PACT — Artificial Intelligence for Public Administration Connected, progetto cofinanziato MIMIT/PNRR: IFEL e il progetto AI-PACT e bilancio dell’azione territoriale Toscana (Fondazione IFEL);
- OECD — Digital Government Outlook 2026 (15 giugno 2026): scheda pubblicazione e capitolo sull’adozione dell’IA nei governi (casi: Islanda — Askur, Corea del Sud, Islanda);
Casi e progetti di riferimento
- Olbia — assistente virtuale Ansera: riduzione del 40% delle telefonate in entrata all’URP e risposte in meno di 2 secondi (caso di studio Ansera; dato riportato dal fornitore, da verificare con fonti comunali dirette);
- Legnano (capofila), Rho, Bollate, Buccinasco, Cinisello Balsamo — progetto “Introduzione strategica dell’IA nei processi comuni”, finanziato con 700.000 € dalla Città Metropolitana di Milano su quattro linee di sviluppo: Il Giorno, SempioneNews, comunicato Comune di Rho;
- ER2Digit (Emilia-Romagna) — EDIH regionale nato dalla partnership ART-ER, Lepida e Cineca; sette Comuni (tra cui Parma) hanno sviluppato in rete un chatbot istituzionale addestrato sui documenti di ciascun Comune: sito ufficiale ER2Digit, notizia Regione Emilia-Romagna, ART-ER, Gazzetta di Parma;
- Lecco — assistente virtuale “Chiedi a Renzo”, risposte sui servizi del sito istituzionale: Comune di Lecco;
- Cagliari — percorso di maturazione da chatbot a sistema di IA generativa collegato alle basi dati comunali: Comune di Cagliari, CagliariToday;
- Bologna — AI conversazionale per lo sportello digitale: automazione del 95% dei messaggi e oltre 800 ore di lavoro risparmiate (dato fornitore: case study Userbot);
- Trento — chatbot con risposte personalizzate attivabile entro fine 2026 (segnalazione RTTR).
Enti regionali e locali
- PRIDE — Polo Regionale per l’Innovazione Digitale Evoluta: sito ufficiale EDIH PRIDE e scheda EDIH nel catalogo europeo; risultati 2026 su Campania DIH;
- ASSI — Azienda Speciale Sele Inclusione: sito ufficiale e pagina chi siamo;
- Collaborazione Battipaglia-Eboli-Pontecagnano, Piano di Zona Salerno 4: 6 progetti finanziati su 7 presentati, per 3.266.500 € — StudioTV, Ottopagine.
