Stamattina un podcast che seguo ha dato notizia di un’analisi di Banca d’Italia sull’adozione dell’IA in Italia nelle microimprese. In realtà l’analisi è più ampia e interessante, metto il link all’analisi completa nelle note.

Il 73% delle microimprese in Italia è a digiuno di IA

Il tema dell’IA e della sua adozione è cruciale per il futuro del nostro Paese. Ancora di più, per il Sud è un’opportunità per diminuire il gap economico e occupazionale di cui soffriamo.

Al Sud l’adozione dell’IA nelle microimprese è al 11,7%: 2,6 punti meno della media nazionale e circa 4 punti in meno del Nord

Questi dati provengono direttamente dal report di Banca d’Italia. Ho pensato però di prendere i dati grezzi della ricerca e provare a tirar fuori qualche ulteriore indicatore per meglio comprendere la situazione al Sud.

Nei prossimi due paragrafi vi riporto le analisi che ho fatto e le mie valutazioni. Nell’ultimo paragrafo cerco infine di spiegare perché la bassa adozione dell’IA è un problema nel nostro territorio e cosa dobbiamo fare per invertire la tendenza.

Intensità d’uso dell’IA nelle microimprese, per macroarea

MacroareaEstensivoLimitatoSperimentalePianificata (≤1 aa)Non pianificataNo dimestichezzaTotale
Nord-Ovest1,34,110,29,960,511,797,7
Nord-Est2,35,08,89,458,812,496,7
Centro1,24,09,010,659,412,997,1
Sud0,82,38,59,761,415,297,9
Isole1,01,910,08,864,212,598,4
Italia~1,4~3,7~9,3~9,8~60~12,8~100

Nota di lettura: I valori sono in percentuale. Il totale non arriva a 100 anche per la quota di non-rispondenti alla domanda specifica sull’IA.
Fonte: elaborazione originale su microdati IAFDI 2025, Banca d’Italia.

Questi dati ci dicono qualcosa in più rispetto al report originale? Secondo me sì.

  1. Nella corsa partiamo dal fondo: il Sud è fanalino di coda sull’uso dell’IA in maniera estensiva (0,8%) e limitata (2,3%). I casi reali, gli utilizzi veri, la produzione, al Sud è molto indietro rispetto al resto d’Italia.

Questo è un dato importante, perché per favorire la diffusione di una tecnologia il primo passo è vedere che c’è e funziona.

  1. Dobbiamo saperne di più: il dato di chi dichiara di “non avere dimestichezza con l’IA” al Sud è molto più alto del resto d’Italia.

Puntare su interventi di alfabetizzazione (convegni, laboratori, formatori territoriali) ha un margine di impatto molto ampio. Ma è anche un sintomo di un nostro problema storico: le persone ad alta formazione emigrano.

  1. La richiesta c’è: sia il dato sull’IA in fase di sperimentazione sia quello dell’IA pianificata è in linea con il resto d’Italia.

Nonostante tutto, l’IA è una tecnologia che si sta cercando di portare a bordo. Dobbiamo favorire le condizioni affinché si realizzi la conversione di questo processo di adozione.

Vi riporto i dati sull’adozione dell’IA nelle microimprese del Sud in un diagramma a torta.

pie
    "Estensivo" : 0.8
    "Limitato" : 2.3
    "Sperimentale" : 8.5
    "Pianificata": 9.7
    "Non pianificata": 61.4
    "Nessuna dimestichezza": 15.2

I livelli di adozione dell’IA nelle microimprese al Sud, per settore merceologico

Settore (Sez. ATECO)IA adottataIA sper./pianif.n osservazioni
Agricoltura, silvicoltura e pesca (A)3,38,9119
Manifattura (C) *12,232,629
Costruzioni (F)12,618,7128
Commercio ingrosso/dettaglio (G)7,812,9187
Trasporti e magazzinaggio (H) *18,625,621
Alloggio e ristorazione (I)13,719,683
Servizi alla persona (P-Q-R-S)9,915,2151
Info/comunicaz. (J)*37,440,435
Att. professionali/scientifiche (M)19,824,7174
Servizi a imprese e famiglie (L-N)12,223,299
Totale Sud11,718,31.026

Definizioni: IA adottata = uso sperimentale, limitato o estensivo (codici 1–3); IA sper./pianif. = uso sperimentale oppure introduzione pianificata entro 12 mesi (codici 3–4). Numerosità non ponderate.
Nota: Valori in percentuale. Celle da trattare con cautela:* Trasporti (n=21), Manifattura (n=29) e Info/comunicaz. (n=35) sono al di sotto della soglia di sicurezza (~30 osservazioni)
Fonte: elaborazione originale su microdati IAFDI 2025, Banca d’Italia.

Anche qui, faccio alcune considerazioni:

  1. La manifattura ha sete di crescere: solo 12,2% di adozione ma 32,6% nella fascia sperimentale/pianificata: un’impresa su tre guarda all’IA senza ancora usarla.

Il dato è fragile perché le osservazioni sono poche, ma è da approfondire. È il settore con la domanda potenziale più alta rispetto all’adozione effettiva.

  1. C’è una prateria in uno dei settori di maggiore importanza: la categoria “Agricoltura, silvicoltura e pesca” ha numeri bassissimi, nonostante sia uno dei settori trainanti e cruciali per l’economia del Sud.

Questa considerazione merita un’analisi dedicata perché potrebbe essere anche uno dei vettori dove, trovata la giusta chiave, si scala la classifica.

xychart-beta
    title "IA adottata per settore ATECO al Sud"
    x-axis ["A", "C", "F", "G", "H", "I", "P-Q-R-S", "J", "M", "L-N"]
    y-axis "Percentuale di adozione" 0 --> 100
    bar [3.3, 12.2, 12.6, 7.8, 18.6, 13.7, 9.9, 37.4, 19.8, 12.2]

Legenda:

  • A Agricoltura, silvicoltura e pesca
  • C Manifattura
  • F Costruzioni
  • G Commercio ingrosso/dettaglio
  • H Trasporti e magazzinaggio
  • I Alloggio e ristorazione
  • P-Q-R-S Servizi alla persona
  • J Informatica e comunicazione
  • M Attività professionali/scientifiche
  • L-N Servizi a imprese e famiglie

Il divario potrebbe dipendere dalla struttura del settore produttivo?

Quanto del divario tra Sud e resto d’Italia dipende davvero dall’adozione, e quanto invece dalla composizione del nostro tessuto produttivo? Il Sud ha più agricoltura e commercio, settori che ovunque adottano poca IA, e meno informatica e servizi professionali. Se fosse solo questo, il “ritardo” meridionale sarebbe una fotografia della struttura economica, non un problema di imprese.

Ho quindi ricalcolato l’adozione dell’IA del Sud attribuendo ai settori meridionali le quote produttive dell’Italia intera (e, specularmente, all’Italia le quote del Sud).

IndicatoreValore
Adozione IA — Italia14,4%
Adozione IA — Sud (osservato)11,7%
Divario osservato2,6 punti
Sud con la composizione produttiva italiana12,6%
Divario residuo a parità di composizione1,8–1,9 punti

Nota: il divario residuo è calcolato con due direzioni di standardizzazione
(Sud con quote italiane: 1,8 pp; Italia con quote meridionali: 1,9 pp) e citato come intervallo.

Fonte: elaborazione originale su microdati IAFDI 2025, Banca d’Italia.

Rimosso l’effetto della struttura produttiva, il divario cala, da 2,6 a circa 1,9 punti. In altre parole, circa il 70% del divario territoriale non dipende dal tipo di economia che abbiamo, ma da una minore propensione all’adozione delle imprese a parità di settore: una manifattura del Sud adotta meno di una manifattura del Nord, un commercio del Sud meno di un commercio del Nord.

Il divario non è una fatalità di noi del Sud: è un problema di diffusione. E i problemi si affrontano meglio delle fatalità.

Riepilogo e strategia

Riassumo le cifre principali emerse dall’analisi:

  • 11,7% delle microimprese del Sud usa l’IA (anche solo in forma sperimentale), contro il 14,4% nazionale: un divario di 2,6 punti, che diventano circa 4 confrontati col Nord-Est (16,1%).
  • A parità di composizione produttiva, il divario resta di circa 1,8–1,9 punti: il 70% del ritardo non è legato alla struttura settoriale del Sud.
  • Dove l’IA c’è, al Sud resta quasi sempre sperimentale: l’uso estensivo è allo 0,8%, il più basso d’Italia (Nord-Est: 2,3%).
  • La domanda potenziale invece c’è: 18,3% delle imprese meridionali sperimenta o pianifica l’adozione, in linea con il 19,1% nazionale.
  • Il 76,6% delle microimprese meridionali non usa l’IA, non la pianifica e non la conosce: è il bacino su cui lavorare.

Quello che emerge è la necessità di un’azione coordinata e mirata, da parte delle istituzioni e delle categorie di settore, sul processo di adozione dell’IA nel nostro territorio.

In questo senso va la mia proposta di discussione per la creazione di un consorzio territoriale per l’adozione dell’IA.

Note e riferimenti

L’analisi è stata sviluppata con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale — Lumo di Proton e Claude di Anthropic — utilizzati per la creazione di script di analisi dei dati, verifiche incrociate e per la redazione del testo. Le valutazioni, le elaborazioni e le scelte di presentazione sono frutto di un lavoro personale: l’IA è lo strumento, non l’autore.